“L'aria
era veramente pesante, il cielo plumbeo e il caldo umido
contribuivano ancor più a creare ansia e preoccupazione in
questo scenario di tragedia. La paura è che, ancora una volta,
possa piovere e aggravare ulteriormente la situazione degli oltre
duemila senza tetto vittime del terribile nubifragio che ha colpito
appena tre giorni fa' il sud della Sardegna. In molti paesi
dell'hinterland cagliaritano e nelle campagne l'acqua e il fango
hanno
invaso case e terreni, provocato vittime e dispersi, bloccato
attività industriali, commerciali e artigianali: un disastro
di proporzioni immani che ha gettato nella disperazione centinaia e
centinaia di famiglie. Mi son recato questo pomeriggio nelle zone
residenziali di Poggio dei Pini e di Rio San Girolamo martoriate
dalla furia dell'acqua e del fango.
Ho toccato con mano il dolore e
il dramma di tante persone, assistito ai soccorsi e alla solidarietà
che, davanti ai miei occhi non era più un mero concetto,
un'astrazione, ma un fatto concreto, una realtà. Ho visto gli
uomini della Protezione Civile, i Volontari, i Carabinieri, i Vigili
del Fuoco che aiutavano a liberare le case dalla melma, a rimuovere i
detriti e le suppellettili ormai inservibili, ma anche portare una
carezza, una parola di consolazione, un abbraccio a tanta gente che
ormai si trova nella condizione di dover cominciare da zero. Uno
scenario desolante, una disgrazia causata da alcune ore di forte
pioggia, da una sorta di ciclone tropicale che ha distrutto una zona
residenziale costruita nei pressi di un fiume che da molti anni ormai
era poco più di un rigagnolo e che, improvvisamente, sotto la
pioggia battente, si è gonfiato trascinando via con la sua
furia i sacrifici di anni e anni di lavoro di tante persone. Mi
chiedo, a questo punto, se era opportuno costruire in quei luoghi, se
son state fatte delle valutazioni sullo stato idro-geologico di quei
terreni, chi ha concesso le licenze edilizie ? Queste sono le cose
che andavo pensando mentre camminavo sul fango e mi sentivo ormai
parte di tanta
disperazione, mentre ricominciava a piovere e ,
intorno a me, cresceva l'angoscia per un'altra lunga e difficile
notte. Perché questa vicenda non è un caso fortuito, la
semplice conseguenza di un clima bizzarro ma il risultato, per dirla
con le parole di Carlo Emilio Gadda, di una serie di “causali
convergenti”che inevitabilmente coinvolgono la responsabilità
degli uomini: un “pasticciaccio brutto” intorno al quale sarebbe
diabolico non indagare.”










sottoscritta la petizione, Fabio.
Bravo ad aver ricordato.
saluto caro
g
Scritto da: giovanna | 11/04/2009 a 00:06
Vado a sottoscriverla anch'io
Scritto da: Daniele Verzetti, Rockpoeta | 11/04/2009 a 18:36
E' il minimo che si possa fare ed ho sottoscritto!
Grazie per la segnalazione!
Scritto da: amatamari | 11/04/2009 a 19:02
Fatto Fabio e con piacere.
Cristiana
Scritto da: cristiana | 11/05/2009 a 19:11